Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



venerdì 28 settembre 2012

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: ATTO DI QUERELA DEL SINDACO DI ISOLA DELLE PROFESS...

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: ATTO DI QUERELA DEL SINDACO DI ISOLA DELLE PROFESS...: ATTO DI QUERELA DEL SINDACO DI ISOLA DELLE PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO NEI CONFRONTI DEL BLOGGER GIUSEPPE CIAMPOLILLO PER L’ARTICOLO “L...

Mauriziotto, comandante e dj Conflitto di interessi?


Mauriziotto, comandante e dj  Conflitto di interessi?






Giovedì 27 Settembre 2012 - 20:45 

Il titolare di uno stabilimento balneare punta il dito contro Maurizio Giglio, comandante della capitaneria di Porto di Isola delle Femmine e noto dj. "Suona nei locali che deve controllare". La replica: "Nessun conflitto di interessi".

PALERMO - Comandante di giorno e dj di notte. In console nei locali che ha il compito di controllare. Almeno così sostengono gli avvocati che puntano il dito contro Maurizio Giglio, numero uno dell'ufficio locale marittimo di Isola delle Femmine, noto al popolo della notte con il nome d'arte Mauriziotto dj. “Conflitto di interessi? Assolutamente no”, replica Giglio.
La vicenda ruota attorno alla concessione demaniale rilasciata a Rosalba Mancuso. Si tratta della titolare del lido Cafè del Mar di Isola delle Femmine che ha chiesto, tramite gli avvocati Daniela Ferrara e Roberta De Simone, l'accesso agli atti dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente. Non ci vede chiaro e vuole conoscere i dettagli della sua pratica. Si tratta dell'ultimo passaggio di una querelle che va avanti da mesi.
Nell'aprile del 2011 la Mancuso chiede, tramite la Capitaneria di Porto di Palermo, il rinnovo della concessione per occupare 1800 metri quadrati di suolo demaniale. Il sopralluogo viene affidato all'ufficio marittimo locale di Isola. La pratica sembra veleggiare verso il buon esito tanto che, sostengono i legali, la Capitaneria invita la ditta Acquavento, titolare della concessione, “ a tenersi in contatto con l'assessorato - Servizio demanio marittimo per il rilascio di concessione”. Il 18 gennaio 2012, però, nel corso di un nuovo sopralluogo il comandante Maurizio Giglio riscontra alcune irregolarità. Nella relazione di servizio a sua firma e spedita in Procura sottolinea la pericolosità dei tubi in acciaio della piattaforma e la presenza di colature di ossido di ferro sulle rocce. E così scatta il sequestro dell'area. Comincia un tira e molla che si conclude il 17 luglio scorso con il dissequestro deciso dalla magistratura. Ad una condizione, però, i titolari hanno l'obbligo di completare le opere. Tutto risolto? Neanche per idea.
Secondo i legali, l'iter burocratico sarebbero caratterizzato da una serie di punti oscuri. Dicono ad esempio di avere appreso dell'esistenza di una nota, da loro mai ricevuta, che subordina il rinnovo della concessione alla regolarizzazione di “non meglio specificate violazioni contestate”. Da qui l'affondo “Il comandante Maurizio Giglio - scrivono - è anche il direttore artistico ed organizzatore di serate, con il nome Mauriziotto dj, presso uno stabilimento balneare situato a circa 80 metri di distanza dal Cafè del Mar". Stabilimento che, nonostante versasse in “condizioni ben peggiori di quelle in cui si trovano quelle dell'odierna istante”, non avrebbe ricevuto alcuna contestazione da parte di Giglio. Una tesi che sarebbe suffragata da alcuni scatti fotografici allegati alla richiesta di accesso agli atti. Il comandante, concludono gli avvocati Ferrara e De Simone, “si trova in una evidente situazione di conflitto di interessi tra la posizione di pubblico ufficiale ricoperta e quella di direttore artistico e uomo di spettacolo di un locale situato a poche decine di metri”. Cliccando su internet sembra fin troppo facile trovarne conferma. Parecchi articoli di stampa pubblicizzano le serata di Mauriziotto dj nello stabilimento balneare in questione. Il sembra, però, non è casuale, visto che Giglio precisa che si tratta di un grosso equivoco.
“La situazione del Cafè del Mar non l'ho creata io - spiega - ma l'assessorato al Territorio e ambiente che ha ritardato l'iter burocratico”. Quindi entra nel merito: “Una legge consente di lasciare montate le pedane anche in inverno per le cosiddette attività collaterali. Bar, pizzeria o altro. Alcune pedane le hanno organizzate, altre no. Per questo come Capitaneria abbiamo elevato una serie di verbali a diversi titolari”. Come sono andate le cose? “Si è trattato soprattutto di un problema di pubblica incolumità. Il titolare ha lasciato la pedana semi montata, con ferri che uscivano, fili scoperti, e senza luce. Poi, le mareggiate hanno provocato le colature di ossido sulla scogliera. Ho più volte suggerito di mettersi in regola. Cosa che non è avvenuta e purtroppo ho dovuto fare una notizia di reato. Il giudice ha sequestrato la pedana e ha dato un tempo per mettersi a posto. I titolari non hanno mai ottemperato. Solo all'ultimo hanno sistemato la pedana in sicurezza come io stesso ho certificato”. E le “non meglio specificate violazioni” di cui parlano gli avvocati? “Non c'è alcun accanimento contro il Cafè del Mar. L'assessore ha riscontrato che la titolare è debitrice di circa 15 mila euro fra verbali e altro”.
Resta in ballo la faccenda più spinosa che riguarda il presunto conflitto di interessi le serate nel locale concorrente del Cafè del Mar. Decine di articoli sembrano non lasciare dubbi, ma Mauriziotto dj sostiene che gli organi di stampa abbiano preso un abbaglio. “L'unico punto su cui potevano attaccarmi è che nella mia vita privata faccio il dj - precisa Giglio -. Il mio comando mi ha autorizzato, lo faccio da vent'anni”. Lo stabilimento in questione avrebbe ospitato un tour musicale (e a giudicare dall'insegna ne avrebbe sfruttato anche il nome) che raggruppa diversi artisti, fra cui Giglio. Ecco perché il suo nome sarebbe stato automaticamente inserito fra i presenti citati negli articoli di stampa: “Non ho mai suonato in quel locale e neppure negli altri che ricadono sotto la mia giurisdizione di controllo. Per altro ho anche verbalizzato i proprietari nel 2010 e sequestrato la pedana nel 2011 perché non avevano fatto le attività collaterali richieste. Per quanto io conosca tutti i proprietari, che gentilmente mi invitano, non ho favorito nessuno. Lo ripeto non c'è alcun accanimento. Non a caso visto che la pedana è ancora abusiva ho chiesto all'assessorato cosa devo fare”.
Ultima modifica: 27 Settembre ore 20:47


17 commenti

  • 27-09-2012 - 23:00:51
    Francesco de santis
    Grande Maurizio, fregatene, sei una persona perbene ed un ottimo comandante, complimenti.
    Buona serata
    Francesco de santis

  • 27-09-2012 - 23:30:41
    sforza italia ormai deluso
    Serie: l'italiano, questo sconosciuto


    ".....Cosa che non è avvenuta e purtroppo ho dovuto fare una notizia di reato."

    Caro Mauriziotto le notizie di reato non "si fanno"

    Si fanno i complimenti, si fanno i tuffi, si fanno le minchiate, ma le comunicazioni di notizia di reato non si fanno ma si trasmettono o,se preferisci, si inoltrano!

    Mi raccomando, vai un pò meno in discoteca e stai un pò più sui libri.

  • 28-09-2012 - 00:45:29
    Uno di qua
    Il conflitto c'è, eccome!
    Ma nel paese del nano queste sono bazzeccole!

  • 28-09-2012 - 04:39:15
    viverecivilmente
    @Sforza Italia....Mi raccomando, vai un pò meno in discoteca e stai un pò più sui libri


    Il Maestro Alberto Manzi-chi lo ricorda più?-,diceva "NON E' MAI TROPPO TARDI PER IMPARARE".

  • 28-09-2012 - 08:27:20
    A tia taliu
    Decoro!! Ci vuole decoro. E questa italietta ormai non ne ha più da un pezzo. Fare il dj non è reato (tranne quando dicono che vanno a suonare... ma che suonano? il pianoforte si suona, l'arpa, il violino, la chitarra.... ignoranti) ma per fare il comandante della capitaneria ci vuole decoro e le due cose non si incontrano affatto. Dopotutto il caso minetti (minuscolo di proposito) ha ormai aperto una maglia che come tutte le altre vergogne del nostro paese non finirà mai più.

  • 28-09-2012 - 08:29:48
    salvo
    Caro Maurizziotto Dj hai mai dichiarato ciò che straguadagni nei locali? ad esempio le tante stagioni trascorse anche come organizzatore al sea club di terrasini o tutti gli artisti che portavi qua e là? hai mai dichiarato questi introiti? penso prorio di no altrimenti come si spiegherebbe che vai in giro con una porsch?

  • 28-09-2012 - 09:03:16
    pinuzzu
    FINALMENTE...finalmente fooorse si scoperchia una delle tante porcate della nostra amata palermo, dove è "normale" che chi è titolare di una carica pubblica essenziale per l'iter burocratico di una attività SIA ALLO STESSO TEMPO non solo persona che lavora non come semplice dipendente ma la sua immagine è essenziale per la "florida" attività............ma caro maurizio, non è che per caso al solito tu non sei contitolare di alcuni lidi o comunque hai interessi occulti? SAREBBE GRAVE|||
    COME SI PUò RILASCIARE I NULLA OSTA PER LE ATTIVITà COMMERCIALI E POI ESSERE PARTE MOLTO INTERESSATA (e chissà che la tua carica alla Capitaneria non ti aiuti a far "viaggiare" speditamente le pratiche anche nelle altre amministrazioni?)..NON FA' NIENTE, TANTO NESSUN MAGISTRATO INTEGGERRIMO LEGGERà QUESTE COSE E TRA QUALCHE GIORNO SPARIRà DAL SITO L'ARTICOLO ED IL BLOG CONSEGUENTE... "non c'è pobbblema"! ! !

  • 28-09-2012 - 09:16:18
    claudio
    mi chiedo: ma se la signora Mancuso non ha i soldi per pagare la regione e tante altre aziende, come fà a pagare 2 avvocati per perdere tempo a denunciare il nulla ??
    inoltre credo che sia fatto apposta per spostare i pagamenti ai fornitori.. ma il prossimo passo sarà iscriversi ad ADDIO PIZZO perchè è perseguitata dalla Capitaneria...??
    non perdete tempo e lavorate con professionalità...

    buon lavoro

    p.s. spero che almeno questo messaggio lo pubblicate !!!

  • 28-09-2012 - 09:21:08
    pinuzzu
    ...ammettere che i propietari ti conoscono e gentilmente ti invitano fà tenerezza|
    Ma pensi che la gente che legge è tutta stupida? o pensi che la massa di "fumati" tuoi fan sia la maggioranza del popolo che ogni giorno fà fatica per portare a casa un dignitoso stipendio?
    certo la tua amministrazione ti ha dato l'autorizzazione ma a che cosa? ad avere interessi occulti? Non e che anche all'assessorato al Territorio non hai qualche amico "GENTILE" che fà camminare le pratiche per i vostri comuni interessi?
    SE GLI AVVOCATI DELLA MANCUSO LEGGONO QUESTI COMMENTI ALLORA SI' CHE C'E' TANTO DA INDAGARE..

  • 28-09-2012 - 09:25:23
    Pollo
    Ma fatemi capire...sono almeno 20 anni che Mauriziotto fa il dj e contemporaneamente è un pubblico ufficiale e soltanto adesso qualcuno si è svegliato....ma fino ad oggi quante centinaia di persone conoscevano tutto questo e hanno fatto finto di nulla....??? Ma perchè non andate a controllare i tanti gestori di luoghi di divertimento vari (pub, lidi e discoteche varie) e vedete chi sono i soci delle varie "associazioni culturali"...secondo me ne troverete delle belle, da politici a dipendenti GESIP o comunali (così non si offende nessuno)...e non mi venite a dire di fare nomi perchè tanto li sanno già tutti....buon divertimento

  • 28-09-2012 - 09:30:41
    Mario
    Conosco appena il personaggio e non mi va di lanciare sentenze a caso. Tuttavia mi sembra imbarazzante che un comandante conceda una licenza ad un locale e poi ci vada a lavorare la sera dopo. E se il gestore del locale si oppone? Questo si chiama conflitto d'interessi a mio avviso perchè non rende liberi di decidere. O no?

  • 28-09-2012 - 09:54:57
    claudio
    il comandante di una capitaneria non rilascia nessuna licenza... quella la rilascia la questura e la regione , nel caso di pedane o lidi... perchè sono sul demanio.
    studiate prima di scrivere schiocchezze..

  • 28-09-2012 - 10:02:29
    roberto
    Ma che interesse avrebbe il Comandante Giglio a rilasciare autorizzazioni ai titolari di locali dove poi si recherà a lavorare o di negarle ad altri, limitrofi, che potrebbero fare concorrenza agli "amici"?
    Ma dai! Siete tutti invidiosi!!!!
    E poi che ci sarebbe di strano se nelle società e associazioni culturali ci fosse qualche parente o amico del Comandante? Palermo è piccola e siamo quasi tutti parenti o amici!!!
    Non hanno incastrato il Cavaliere e pensate che una bazzecola tale possa macchiare la specchiata figura del Comandante?!?!?
    Malpensanti!

  • 28-09-2012 - 10:07:03
    pani ca frittola
    viva palermo, viva maurizziotto e viva santa rosalia!!!!

  • 28-09-2012 - 10:16:28
    ne vedremo delle belle
    anche berlusconi sostiene che non c'è nessun conflitto di interesse
    ma per favore

  • 28-09-2012 - 10:43:58
    vomitai
    @claudio: il nulla? Ah ah ah.....mah......

  • 28-09-2012 - 11:18:52
    vomitai
    a ri @claudio: la capitaneria non rilascia licenze ma esprime pareri vincolanti. Noi possiamo anche studiare la vicenda e le norme che la regolano; lei però visto che è in grado di poter disquisire, conoscendone norme e contenuti, la dica tutta senza tralasciare i particolari.



Nel luglio del 2011 l'allora Assessore All'ambiente della Regione Sicilia Giammaria Sparma attraverso un decreto aveva dettato alcune regole ben specifiche sulla utilizzazione del demanio marittimo e le condizioni per il rilascio delle concessioni demaniali:

1) distanza minima  di 100 tra uno stabilimento e l'altro 
2) massimo 100 metri di fronte al mare
3) i manufatti smontabili devono realizzarsi con materiale eco-compatibile
4) i colori stabiliti per ogni stabilimento balneare devono essere 3 di cui due di simil tonalità
5) obbligo obbligo obbligo DI SMONTARE AD OGNI FINE AD OGNI fine stagione pena la decadenza della concessione. A cura dei concessionari la pulizia per TUTTO L'ANNO dello spazio occupato
6) ogni stabilemto balneare deve essere fornito di almeno 3 tre bagni UNO per i disabili
7) tra uno stabilimento e l'altro deve essere lasciata una distanza per l'accesso al mare
PER ULTIMO NON PERCHE' MENO IMPORTANTE I COMUNI DEVONO DOTARSI DI UN piano di utilizzo del demanio marittimo.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RAG GIUCASTRO per essere più chiaro il Consiglio Comunale che Lei presiede deve deliberare un: 
PIANO SPIAGGE 

sabato 15 settembre 2012

venerdì 14 settembre 2012

RIFIUTI SENZA FINE A ISOLA DELLE FEMMINE VIA DELL’AGRICOLTURA


VIDEO Palermo (14/09/2012)

Rifiuti senza fine a Isola delle Femmine

Quintali di rifiuti nelle strade del comune di Isola delle Femmine. Via dell’Agricoltura, ad esempio, è ricoperta di spazzatura per un centinaio di metri. Una parte è stata anche bruciata dagli stessi abitanti. Il sindaco Gaspare Portobello si difende: “Abbiamo pagato la rata di questo mese all’Ato, ma non sappiamo se gli altri dodici comuni del comprensorio abbiano fatto altrettanto. La situazione è destinata a protrarsi nel tempo, perché i comuni siciliani aspettano i trasferimenti d parte dello Stato, che quest’anno sono molto ridotti a causa della spending review”. Nell’intervista Pino Ciampolillo, presidente dell’associazione Isola pulita (IMMAGINI E TESTO SILVIA IACONO)

mercoledì 12 settembre 2012

La mafia si trova bene in Comune


Inchiesta

La mafia si trova bene in Comune

di Giovanni Tizian
Sono 214 le amministrazioni sciolte per infiltrazioni delle cosche. E la prossima potrebbe essere addirittura Reggio Calabria. Ma i casi aumentano anche al nord. Mentre la legge per combattere il fenomeno si è arenata
(05 settembre 2012)
Reggio Calabria                         

Reggio CalabriaL'ultimo caso potrebbe diventare anche il più clamoroso. Da fine luglio sulla scrivania del ministro dell'Interno c'è un dossier sul Comune di Reggio Calabria di oltre 400 pagine, coperte dal segreto assoluto. Una radiografia dell'infiltrazione della 'ndrangheta nell'attività dell'amministrazione cittadina, frutto di sei mesi di lavoro degli ispettori del Viminale: nel mirino soprattutto le due stagioni del sindaco Giuseppe Scopelliti, oggi governatore della Regione. E adesso su questa base il ministro Anna Maria Cancellieri dovrà decidere se commissariare o meno per la prima volta un capoluogo di provincia. Dal 1991 a oggi i Comuni sciolti in tutta Italia per il contagio della criminalità organizzata sono stati 214, dal Sud remoto al profondo Nord: 22 soltanto nell'ultimo anno. La mappa di una democrazia che viene attaccata dal basso, contaminando l'istituzione a contatto diretto con gli elettori.


TESTA MOZZATA Fu uno choc nazionale a far nascere la legge per lo scioglimento delle amministrazioni infiltrate. Nel maggio 1991 a Taurianova, un paesone del Reggino, ammazzano un boss ed ex consigliere dc seduto nel negozio del barbiere. Per vendetta i suoi uomini uccidono quattro rivali: uno dei nemici viene decapitato, poi nella strada principale sparano sulla testa, facendola rimbalzare nell'imitazione di un film western. Su impulso dell'allora guardasigilli Claudio Martelli, il penultimo parlamento della Prima Repubblica approvò la normativa per combattere la collusione tra clan e enti locali. Una reazione potente, anche se forse tardiva: all'inizio degli anni Ottanta per due volte il presidente Sandro Pertini era intervenuto personalmente per fare piazza pulita di situazioni scandalose, come il centro irpino di Quindici - dove c'era stata una battaglia tra camorristi in municipio - e Limbadi, epicentro vibonese di una faida senza quartiere dove fu eletto a sindaco un super boss latitante.   

UNA LUNGA LISTA NERA Da allora in media ogni anno sono state mandate a casa dieci amministrazioni civiche. La prima al Nord è stata nel 1996 Bardonecchia, diventata feudo di una famiglia calabrese, che grazie alla copertura degli uffici comunali ha costruito fiumi di villette nella montagna piemontese. Secondo i dati di Legautonomie Calabria il triste primato spetta alle giunte guidate da coalizioni di centrodestra e da liste civiche, spesso ispirate direttamente dalle cosche per potere irrompere nella stanza dei bottoni senza venire a patti con i partiti nazionali. Ma nell'ultimo periodo gli interventi del Viminale si stanno intensificando anche sopra il Po. Uno degli ultimi centri colpiti dallo scioglimento è Rivarolo Canavese, 12 mila abitanti e un tessuto produttivo ancora ricco alle porte di Torino. Qui i boss possono contare sull'appoggio di insospettabili imprenditori attivi nella vita politica locale che per raccogliere un pugno di voti non hanno esitato a rivolgersi a "don" Giorgio De Masi e "don" Peppe Catalano, mammasantissima calabresi nella cerchia torinese. I patriarchi non fanno niente per nulla. I sub appalti delle piccole e delle grandi opere, per esempio, erano al centro dei colloqui intrattenuti dai sindaci nel centrale bar Italia di Torino. 
Lì si ritrovavano figure d'ogni tipo. Uomini d'onore ma anche assessori regionali e candidati al Parlamento europeo, perché è a Bruxelles «che si decidono le grandi opere». E i consiglieri comunali, arbitri dei piani regolatori che trasformano i terreni in tesori. Un crocevia di interessi trasversali, come piace ai padrini del terzo millennio. L'indagine Minotauro della Procura antimafia di Torino ha svelato le collusioni. E in poco più di due mesi, tra marzo e maggio 2012, gli ispettori della prefettura hanno messo alla porta giunta e consiglio comunale di Rivarolo e di un altro centro, Leinì. Identiche le motivazioni: la 'ndrangheta ne avrebbe condizionato le scelte.

FRONTE DELLA LIGURIA I clan reggini sono protagonisti assoluti anche in provincia di Imperia. Lì alla fine degli anni Sessanta si è trasferita una comunità di emigrati calabresi, che si sono integrati nella società ligure. Ma come spesso accade, tra tanti lavoratori si sono inseriti anche gli emissari del clan, particolarmente interessati a sfruttare i vantaggi della frontiera con la Francia e il mercato edilizio, intrecciando rapporti con i rappresentanti dei municipi. Per decenni la questione è stata ignorata. Poi in pochi mesi, a cavallo tra il 2011 e il 2012, prima Bordighera e poi Ventimiglia hanno pagato il prezzo della collusioni di qualche assessore spregiudicato. Lo scambio di favori tra boss, assessori, consiglieri o dirigenti comunali, non tratta solo di cemento. La torta è fatta anche di contratti per l'igiene pubblica, la cura del verde pubblico e le licenze per gestire sale da gioco.

RIFORMA DOUBLE FACE La legge è stata modificata nel 2009 su impulso dell'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni, con il pacchetto sicurezza del governo Berlusconi. Le nuove regole dovevano potenziarne l'applicazione, permettendo non solo di licenziare i consiglieri eletti ma anche i funzionari collusi. Allo stesso tempo però hanno introdotto vincoli più rigorosi per documentare i sospetti: l'obbligo per gli ispettori di rilevare «concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti tra singoli amministratori e la criminalità organizzata». Il numero di provvedimenti decisi dal Viminale non è diminuito, ma si sono moltiplicati i ricorsi al Tar, che finisce per revocarli quasi tutti. Perché l'interpretazione delle regole non considera che siano sufficienti vicende come quelle di sindaci-medici che nel tempo libero curano boss latitanti, di primi cittadini fraterni amici dei padrini, di assessori fratelli di ergastolani e consiglieri comunali affiliati alla 'ndrangheta. E gli annullamenti creano situazioni paradossali, con il ritorno sulla poltrona di figure screditate e soprattutto una lunga paralisi di ogni attività dei municipi.


ARMA INUTILE A oggi i Comuni gestiti dai commissari prefettizi sono 35. Solo in Calabria sono 16, il resto è spalmato a macchia di leopardo tra Sicilia, Campania, Liguria e Piemonte. E c'è un altro problema, più volte sottolineato dagli esperti: spesso il commissariamento si trasforma solo in una parentesi tra due amministrazioni colluse. Senza un'azione sociale, che bonifichi il territorio dal dominio del clan, la rimozione delle giunte rischia di essere inutile. In alcuni casi, inoltre, i commissari a cui viene affidata la guida dei Comuni per un periodo da dodici a ventiquattro mesi non hanno alcuna esperienza di gestione. Finora ci sono stati consigli sciolti per tre volte (in Campania Casal di Principe e Casapesenna, cuore dell'impero casalese), altri per due volte (in Sicilia Niscemi, in Calabria Gioia Tauro). Il segno dei limiti di questa misura: non basta il commissario per sradicare il consenso dei padrini, che fanno del controllo del territorio il fulcro del loro potere. Chiosa Luigi De Sena, senatore e vicepresidente della Commissione antimafia: «Quando uno stesso Comune viene sciolto più volte che cosa abbiamo ottenuto? Nulla». De Sena è stato anche vicecapo della polizia e superprefetto a Reggio Calabria, nominato dal governo Prodi all'indomani dell'omicidio di Francesco Fortugno, il numero due della Regione Calabria assassinato nel seggio delle primarie dell'Ulivo: «Sarebbe maggiormente efficace se ai sindaci che manifestano difficoltà gestionali venissero affiancati dei funzionari prefettizi che li sostengano, daremmo un messaggio forte: lo Stato è al fianco degli amministratori che resistono». Oltre ai sindaci in difficoltà ci sono però quelli che vengono a patti con i clan. E dipendenti o funzionari affiliati alle cosche. Personaggi contro i quali "un tutor" prefettizio non avrebbe poteri. Ma De Sena ritiene che vada soprattutto rafforzato il contrasto all'infiltrazione nell'apparato burocratico ed è tra i firmatari di un emendamento al testo unico degli Enti locali che prevede il licenziamento senza preavviso del dipendente colluso. 

SOTTO INCHIESTA Le commissioni di accesso al lavoro in tutta Italia al momento sono nove. Tutte al Sud, da quando a fine luglio gli ispettori hanno lasciato gli uffici di Chivasso: una missione decisa dopo che Bruno Trunfio, vicesegretario Udc e coordinatore della campagna elettorale, il padre e il fratello sono stati arrestati con l'accusa di essere affiliati di rango della 'ndrangheta piemontese. A Chivasso grazie al boom dei centristi il sindaco di centrosinistra aveva vinto le elezioni: gli investigatori ritengono però che questo successo sia stato realizzato grazie al sostegno dei boss, che puntavano a mettere piede negli affari degli assessorati e dell'unica partecipata del Comune piemontese. Bruno Trunfio non è un neofita della politica. I primi passi li ha mossi con il centrodestra: era assessore ai Lavori pubblici nella giunta guidata dall'ex sindaco e oggi senatore Pdl Andrea Fluttero. Se venisse sciolto Chivasso, sarebbe per il Piemonte il terzo Comune commissariato per mafia in un anno: il segno di quanto si sia spinta al Nord la marcia della criminalità.

Giuseppe Scopelliti 
E ORA REGGIO Ma il verdetto più importante riguarda Reggio Calabria, che con 190 mila abitanti potrebbe segnare un nuovo record nella lista nera del Viminale. Gli esperti della commissione di accesso hanno lavorato da fine gennaio al 13 luglio scorso: sei mesi in cui hanno passato al setaccio migliaia di documenti su appalti, consulenze, delibere. Ai sospetti di condizionamento mafioso, si aggiunge l'enorme buco finanziario: secondo la Corte dei Conti è di 170 milioni di euro. Al centro degli accertamenti ci sono le due gestioni dell'ex sindaco Giuseppe Scopelliti, attuale governatore Pdl della Regione. Su Scopelliti e tre revisori del bilancio municipale pende già una richiesta di processo per falso e abuso d'ufficio: l'accusa riguarda un ammanco di oltre 87 milioni, accumulato tra il 2008 e il 2010. Una storia segnata dalla morte di Orsola Fallara, ex dirigente del settore Bilancio, che si è tolta la vita ingerendo acido muriatico.


La commissione d'accesso si è però concentrata sulle relazioni pericolose che avrebbero portato le 'ndrine in Comune. A partire dalla società Multiservizi Spa, a maggioranza pubblica: secondo la Procura antimafia di Reggio Calabria era affare del clan Tegano. E la prefettura l'ha sciolta il 3 luglio con un provvedimento in cui evidenzia «collegamenti personali, economici e familiari fra alcuni componenti della compagine sociale ed elementi di sodalizi malavitosi». Reggio è una città complicata. Il nero non è mai nero, sfuma sempre al grigio. I rapporti con servizi segreti, affaristi e massoni sono pane quotidiano per gli 'ndranghetisti locali. Giovanni Zumbo è un commercialista noto in città, amministratore di beni sequestrati alle 'ndrine e referente degli 007 dei servizi, che allo stesso tempo sussurrava ai boss notizie riservate sulle indagini. Godeva di stima nelle stanze comunali. E alla sorella e alla moglie di Zumbo, in società con il fratello di un pregiudicato, il Comune ha affidato la gestione del centro sportivo Parco Caserta. 

Presidente in carica della società, come ha verificato "l'Espresso", è lo stesso Giovanni Zumbo. Ancora oggi, nonostante le indagini e gli arresti, le loro società continuano a gestire la struttura. Il municipio pare il cuore di un intreccio di affari oscuri. Ci sono processi sul voto di scambio; le telefonate tra padrini e assessori dell'era Scopelliti; gli arresti di quattro tra ex e attuali consiglieri comunali (l'ultimo a fine luglio) e persino della suocera di Luigi Tuccio, assessore ll'Urbanistica e vicinissimo al governatore della Calabria, che avrebbe favorito la latitanza del capobastone Pasquale Condello. Tutti elementi che la commissione ha valutato e che sono finiti nella relazione finale arrivata sul tavolo del ministro Cancellieri.

lunedì 3 settembre 2012

VIA DELL'AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE PORTOBELLO SI RECA DAL PREFETTO




Professore Signor Sindaco PROFESSORE Gaspare Portobello, Lei giovedì scorso, in riferimento alla Commissione governativa  di accesso agli atti al Comune che Lei e la Sua “amministrate”, ha chiesto di essere ricevuto dal Prefetto: Bene! Mi chiedo cosa Lei abbia potuto riferire al Prefetto di così importante! 

CERTAMENTE  NON avrà parlato di quanto fa schifo il paese che Lei sfortunatamente amministra. 

CERTAMENTE  non avrà parlato dei cittadini residenti di via dell’agricoltura che hanno chiesto a Lei in funzione di Sindaco e quindi di TUTORE della salute Pubblica di intervenire far rimuovere la munnezza che ormai da mesi staziona sulla via principale del rione, anzi Lei ha fatto cancellare nella toponomastica di Isola delle Femmine Via dell’Agricoltura. 

CERTAMENTE Lei al Prefetto non ha parlato dell’associazione che gestisce un BENE COMUNE la palestra  paga la TARSU per una superficie inferiore a quella esistente quasi la metà. Signor Sindaco sa cosa c’è di grave in ciò non soltanto la truffa di una FALSA dichiarazione, ma il fatto che tale TRUFFA è stata “consumata” da un parente di un rappresentante di una Istituzione con la distrazione di un Suo Capo Settore. 

CERTAMENTE LEI  non ha approfittato del colloquio concessoLe dal Prefetto per parlare di Isola delle Femmine come un paese “Terremotato” e precluso ad ogni possibilità di progresso civile economico sociale……

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE SONO STANCHISSIMI DI SUBIRE QUESTA GRAVISSIMA SITUAZIONE DI DEGRADO E DI CONTINUO PERICOLO PER LA PROPRIA SALUTE.

COMINCIAMO COL NON PAGARE PIU’ LA TASSA DEI RIFIUTI!!!!!!!

CARO SINDACO PROFESSORE GASPARE SIGNOR PORTOBELLO NOI CITTADINI NON VOGLIAMO PIU’ PAGARE LA TASSA SULLA MUNNEZZA!!!!!!!!!!!


IL REGALO DEL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO E DEL SUO PUPILLO ASSESSORE GEOLOGO AI MALCAPITATI  TURISTI DEL NOSTRO PAESE
ISOLA DELLE FEMMINE MUNNEZZA DI TUTTI I GENERI E IN GRANDISSIMA QUANTITA' IN VIA LIBERTA'

PER I CITTADINI  DI ISOLA DELLE FEMMINE TASSE TASSE E POI TASSE  A FRONTE DEL DISSERVIZIO NELLA NON RACCOLTA DEI RIFIUTI
I CITTADINI ONESTI DI ISOLA DELLE FEMMINE NELL’ANNO 2011 HANNO VERSATO NELLE CASSE DEL COMUNE 808 MILA 624 EURO 85 CENTESINI
PREVISIONE DI BILANCIO 2011 ENTRATE TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI 1.403.430
LA DIFFERENZA DI 594 MILA 805 EURI 15 CENTESIMI LA PARTE DEL LEONE 8NON PAGANTI) LA FANNO I  CITTADINI AMICI PARENTI QUALCHE CONSIGLIERE COLLETTORI DI VOTI ……….
UN ESEMPIO PER TUTTI: L’ASSSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISCA BODY CENTER RISULTA REGOLARMENTE ISCRITTA NEI RUOLI TARSU PER UNA SUPERFICIE PARI A MQ 200
LEGGIAMO DALL’INVENTARIO DEI BENI DI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE CHE L’AREA OCCUPATA DALL’ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA BODY CENTER DI VIA LIBERTA’ RAPPRESENTATA DALLA MOGLIE DELL’ASSESSORE ALLO SPORT DOTTOR NAPOLEONE RISO
E’ PARI A 504 MQ cinquecentoquattrometriquadri
IL  COSTO DEL SERVIZIO NON RACCOLTA DEI RIFIUTI VERSATI DAL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE ALLA SOCIETA’ ATO PA 1 DI CUI SI E’ SOCI 1 MILIONE 336 MILA 185 EURO 45 CENTESIMI

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED
ORGANIZZATA  MESSO IN PERICOLO LA SALUTE PUBBLICA DEI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED

ORGANIZZATA  AVER INVASO STRADE PIAZZE MARCIAPIEDI AIUOLE  VIE ED OGNI ANGOLO DEL  TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE COME UNA UNICA E GRANDE DISCARICA

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED   ORGANIZZATA  FATTO SPRECO DI PUBBLICHE RISORSE  ARRECANDO ALLE CASSE COMUNALI DANNI ERARIALI INCALCOLABILI

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED   ORGANIZZATA  AVER SMANTELLATO L’UFFICIO DEI TRIBUTI DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED    ORGANIZZATA  FAVORITO PER MERI CALCOLI POLITICI ELETTORALI CHE una buona parte dei cittadini amici parenti portaborse cercatori di voti e……… “evitassero il pagamento della tassa della munnezza” e quando il giochetto non riusciva si faceva in modo di DIMINUIRE la superficie su cui viene calcolata la tarsu

TUTTI IN GALERA SONO VENTI ANNI CHE SIETE AL POTERE AVETE ROVINATO UN PAESE!

TUTTI IN GALERA PERCHE’ SIETE RIUSCITI IN VENTI ANNI A “MASSACRARE “ IL NOSTRO TERRITORIO

UN TERRITORIO MASSACRATO DAL CEMENTO 


OGNI ANGOLO DEL TERRITORIO E’ STATO CEMENTIFICATO NON UN METRO QUADRATO DI VERDE AVETE LASCIATO AI NOSTRI POLMONI  (Per favore non parlatemi del Parco delle Dune, ridotto ormai un immonnnezzaio  destinato a parcheggio per i clienti del solarium parentale, fatto unicamente per impedire la realizzazione di una via che collegasse Via Martin Luther King con la spiaggia  così come previsto dal Piano regolatore Generale).
NON UNA PIAZZA SIETE RIUSCITI A CREARE ma CEMENTO CEMENTO CEMENTO CEMENTO…..

AVETE MASSACRATO L’ARIA CHE RESPIRIAMO 

AVETE DETURPATO IL MERAVIGLIOSO PAESAGGIO DI ISOLA DELLE FEMMINE

AVETE RESO IL TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE UN’UNICA GRANDE DISCARICA DI MUNNEZZA DI RIFIUTI DI CIBO IN PUTREFAZIONE OLI VERNICI RIFIUTI PROVENIENTI DALL’AMBULATORIO DI ANALISI, DIOSINE CROMO ESAVALENTE INSOMA UN’UNICA E GRANDE FETENZIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

DI TUTTO QUESTO SIGNORI SIETE COLPEVOLI   E DUI VI SIETE RESI REPONSABILI DI GRAVISSIMI REATI CIVILI E PENALI  ARRECANDO NOTEVOLISSIMI DANNI ALLE PERSONE AL PATRIMONIO OLTRE CHE ALL’ERARIO!!!!!!!!!!!!!!







ASSOCIAZIONE AGENDA ROSSA DI ISOLA DELLE FEMMINE



IL FUNZIONARIO  DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
CERTIFICA CHE LA BODY CENTER DI LUCIDO
MARIA STELLA MOGLIE DELL'ASSESSORE RISO NAPOLEONE
DICHIARA UNA SUPERFICIE DI 200 METRI QUADRI AI FINI
DELLA TARSU 



GESTIONE BENI PATROIMONIALI DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
SI EVINCE CHE LA SUPERFICIE DELLA PALESTRA GESTITA
DALLA BODY CENTER  DI LUCIDO MARIA STELLA
MOGLIE DELL'ASSESSORE ALLO SPORT DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
SUPERFICIE 504 CINQUECENTO QUATTRO METRI QUADRI

FALSA DICHIARAZIONE?

LA PALESTRA BODY CENTER PRESIDENTE E LEGALE RAPPRESENTANTE LUCIDO MARIA STELLA
MOGLIE DELL'ASSESSORE ALLO SPORT DI ISOLA DELLE FEMMINE LA PARTE ESTERNA (SPOGLIATOI)

E' STATA  COSTRUITA ABUSIVAMENTE E/O IN ASSENZA DI LICENZA EDILIZIA  E NON RISULTA DAL CONTRATTO DI AFFIDAMENTO IN

CONCESSIONE DELIBERA GIUNTA 243 





I CITTADINI RESIDENTI DI VIA DELL'AGRICOLTURA PROTESTANO
ED IL SINDACO PROFESSORE SIGNOR GASPARE PORTOBELLO 
SE NE FREGA E NON RISPONDE !!!!!!!!!!!!



vIA DELL'AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE  367  METRI    DI  MUNNEZZA



vIA DELL'AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE  367  METRI    DI  MUNNEZZA

vIA DELL'AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE  367  METRI    DI  MUNNEZZA

vIA DELL'AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE  367  METRI    DI  MUNNEZZA


vIA DELL'AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE  367  METRI    DI  MUNNEZZA

vIA DELL'AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE  367  METRI    DI  MUNNEZZA

vIA DELL'AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE  367  METRI    DI  MUNNEZZA








vIA DELL'AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE  367  METRI    DI  MUNNEZZA